Il design come l’architettura è un prodotto dei suoi tempi, inizialmente ad esso si associava la parola ”industrial” a significare il suo vero obiettivo ed a distinguerlo dal cosiddetto design involontario, oggetti cioè dotati di grande fascino ma tuttavia di ignoto autore e frutto per lo più del caso.

Il design industriale nel secondo dopoguerra, aveva come scopo la produzione di massa di beni largamente richiesti dalla società. Negli anni però tutto ciò ha perso di significato, riducendo il design ad una serie di prodotti su larga scala dagli alti costi e con l’obbiettivo di sancire la status simbol dei consumatori, determinando una massificazione sempre più omologante. Oggi per me il design deve ritornare ad una forma artigianale, limitato a pochi pezzi in grado di soddisfare le esigenze del singolo fruitore, stanco di una becera corsa al prodotto di massa e più attento alla propria unicità, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.